La fine dell’anno non è un bilancio, né una classifica, né un voto, ma è un passaggio.
Un punto in cui fermarsi un attimo e chiedersi non solo cosa è successo, ma come abbiamo abitato gli ultimi 12 mesi.
Nello sport, nelle relazioni, nel lavoro, nei momenti brillanti e in quelli difficili, che magari conoscono in pochi.
Atleti, allenatori, genitori: i ruoli sono diversi, ma la fatica è intensa per ognuno.
Essere all’altezza, sostenere, guidare, non sbagliare troppo… e intanto crescere, imparare, tenere insieme tutto.
Prima di correre verso il nuovo anno, vale la pena fare una cosa semplice e potente, che – se mi segui – sai che amo: scrivere.
Non per giudicarti.
Non per fissare obiettivi irraggiungibili.
Non per fare la lista dei buoni propositi che puntualmente entro la fine di gennaio vengono meno. Ma per fermarti un istante, ascoltarti, lasciare andare ciò che pesa e scegliere con più consapevolezza come essere la migliore versione di te da qui in avanti.
Quella che segue è una pista. Usala al tuo ritmo. Usala come ti serve.

Prenditi uno spazio di calma. Carta e penna. Una tisana, un po’ di musica oppure il silenzio. Non cercare risposte belle, giuste, cerca risposte vere, oneste, le tue.
1. Guarda indietro (senza giudicarti)
Scrivi liberamente.
– Questo anno, nello sport, nel lavoro, nella scuola e nella vita, mi ha insegnato che…
– Il momento più difficile che ho attraversato è stato…
– In quel momento, cosa stavo davvero cercando o proteggendo?
– Cosa ho imparato da quella sfida?
– Una cosa che ho fatto bene, di cui sono fiero è…
– Una cosa che ho fatto bene anche se nessuno l’ha notata, è…
– Mi perdono per…
Atleta: pensa a gare, allenamenti, al percorso, agli obiettivi che avevi, agli errori.
Allenatore: pensa a scelte, parole, modi, silenzi.
Genitore: pensa a presenze, assenze, reazioni, alla relazione.
2. Nomina ciò che vuoi lasciare andare
Senza spiegarti troppo.
– Un pensiero che non mi serve più è…
– Un’abitudine che mi ha tolto energia è…
– Un modo di stare in relazione che voglio cambiare è…
– Non porto più con me…
Scrivi una frase chiara:
“Questo lo lascio qui, oggi, non viene con me nel nuovo anno:….”
3. Apri il nuovo anno (con intenzione)
Completa lentamente:
– Nel nuovo anno voglio allenare di più… (una qualità, non una prestazione)
– Voglio essere una persona che, anche quando è in difficoltà, riesce a…
– La domanda che voglio tenermi accanto è…
– I valori da cui voglio essere guidato sono…
– Coltivo la mia felicità…
– Nutro le relazioni affinchè…
– Nel 2026 desidero…
Ora scrivi una frase che possa accompagnarti:
“Nel nuovo anno scelgo di essere…”
4. Chiudi con un impegno possibile
Fattibile e reale.
– Una piccola azione concreta che posso fare da subito è…
– Quando mi perderò (perché succederà), mi ricorderò che…
Infine firma il foglio: ti sei appena preso un impegno con te stesso.
Rituale di chiusura

Ti propongo anche un piccolo rituale di chiusura e buon auspicio, semplice, accessibile e rispettoso delle diverse sensibilità.
Prima di chiudere il foglio su cui hai appena condiviso il tuo esercizio, fermati un momento.
Socchiudi leggermente la finestra, in modo che entri aria fresca, pulita, nuova.
Per qualche istante non fare nulla. Poni solamente l’attenzione al tuo corpo. Rendilo calmo.
Poi accendi una candela o siediti vicino alla finestra, un modo per segnare un passaggio.
Porta le mani sulle gambe e fai tre respiri lenti.
Ad ogni espirazione lascia andare qualcosa che pesa.
Porta poi le mani al petto e fai altri tre respiri lenti. Questa volta ad ogni espirazione ringrazia per qualcuno che c’è stato per te in questo anno appena trascorso.
Poi, a bassa voce o dentro di te:
“Rinuncio al controllo su ciò che non mi appartiene e mi prendo cura del modo in cui rispondo a ciò che accade.”
Infine, aggiungi una parola sola. La tua parola magica, quella che desideri ti accompagni in questo 2026: ad esempio fiducia, presenza, coerenza, coraggio, cura, pazienza…
Scrivila su un foglio nuovo.
Sarà la tua direzione.
Chiudi il rituale spegnendo la candela o chiudendo la finestra, ora alzati con calma.
Il rituale finisce qui.
Il cammino continua domani, un passo alla volta.
Ogni Bene per te,
Giulia







