Per spiegare cosa mi ha spinto a contattare un Mental Coach userei questa immagine, che rende bene l’idea.
Supponiamo di essere in macchina in autostrada, dove dobbiamo andare al massimo a 130 km/h. Sappiamo che dobbiamo essere più veloci rispetto a quando siamo nel classico traffico cittadino. Ciò che sappiamo fare è guidare, perché lo facciamo da sempre. Sappiamo cambiare le marce, sappiamo sterzare, però.. non in questa occasione. Non riusciamo ad “andare” come vorremmo, non riusciamo a tirare fuori il massimo. Ci sentiamo troppo appesantiti, troppo su di giri, consumiamo tanta benzina, ma non sappiamo darci una motivazione. Eppure, ci sembra di aver fatto tutto; tutto e bene, ma… manca qualcosa..
Ad un certo punto, la persona a fianco a noi ci dice,
“… guarda che c’è anche la quinta”.
Ecco perché non andavamo; cambi marcia e ti cambia il mondo, la fatica si riduce, i giri scendono, i consumi si riducono. Si, siamo stati lì a spremerci le meningi per ottenere il massimo, cercando anche delle soluzioni valide quando poi, per raggiungere un miglior risultato in modo più agevole, bastava solo cambiare marcia.
Praticando diverse discipline sportive, tiro con l’arco e beach volley, questa è stata la motivazione che mi ha portato a ricercare un Mental Coach. Cercare un aiuto a livello mentale per cambiare marcia.
Cosa che non mi ero mai posto come problema, ma semplicemente perché ignoravo ci fosse anche questo aspetto da allenare. Da allenare per superare quegli ostacoli piccoli o grandi che si presentano in una competizione (o nella vita). “Cosa” che fino ad ora avevo approcciato in modo sbagliato, oppure in alcuni casi non avevo neppure analizzato , o ancor peggio avevo subìto in gara dove mi sono ritrovato a mal gestire determinati stati d’animo che non mi aiutavano. Quindi, ho cercato un mental coach ed il Caso ha voluto che incontrassi Giulia Momoli.
Le sessioni di mental coaching che ho effettuato mi hanno permesso di aggiungere ulteriori pilastri sui quali appoggiare le mie capacità per svolgere le mie due attività sportive: beach volley e tiro con l’arco. Sono due sport con dinamiche molto diverse perché uno è di situazione e con susseguirsi rapido di decisioni, l’altro di ripetizione e concentrazione. Per tutti e due ci sono delle forti influenze esterne dovute ai fattori ambientali. Nel beach il sole, la sabbia, il vento e possiamo passare dal freddo invernale al torrido estivo. Nell’altro oltre ai fattori climatici, ci sono fattori esterni come: le piante, gli insetti, le posizioni di tiro non agevoli in equilibrio e in spazi ridotti…
Malgrado le differenze tecniche -e non solo – per tutti e due gli sport, ho avuto modo di sperimentare le stesse strategie o metodi di mental coaching che mi hanno consentito di migliorare sia nella concentrazione che nel gesto tecnico. Nella concentrazione, aiutandomi a riprendere il focus sugli obiettivi e sui bersagli nei momenti più critici. Nel gesto tecnico ad esempio nella schiacciata, per migliorarne la sequenza del movimento delle braccia, il timing, la postura e la sequenza dei passi… O ancora per migliorare la tecnica di ricezione, per migliorane sia la postura che il contatto con la palla. Per il tiro con l’arco, dove il medesimo movimento deve essere ripetuto più volte, è stato necessario ricercare la postura ottimale, oltre ad un susseguirsi di modifiche del gesto per eliminare errori che commettevo da tempo. Questa correzione ha richiesto, di ri-memorizzare la sequenza di tiro, grazie alle visualizzazioni.
Per tutti questi casi il lavoro è stato agevole, anche se richiede tempo e pazienza, ma lo ha reso meno gravoso poterlo applicare ovunque dato che non sempre potevo allenarmi sul campo.
Durante il percorso ho imparato diverse tecniche, ritengo le visualizzazioni fondamentali per imparare rapidamente e modificare una tecnica, o eliminare un errore acquisito. Altra tecnica che uso molto è legata alla fisiologia. La trovo molto utile nelle situazioni di forte stress durante la competizione, in particolare per uscire dalle situazioni di black out.
Il focus mentale lo utilizzo per rientrare rapidamente, quando molti fattori di disturbo esterno catturano la mia attenzione, o quando in balia della scarsa prestazione in corso pormi le domande giuste mi aiuta.
Le sessioni di Mental Coaching con Giulia sono state molto edificanti, perché anche se con toni dolci e pacati, Giulia ti sprona a portare fuori il massimo. Quando termini una sessione di coaching con Giulia ti senti subito in grado di applicare quello che hai appena imparato. Utilizzandoli in allenamento o in gara ho imparato ad averne immediato riscontro positivo. Anche oltre le normali resistenze al cambiamento, il lavoro assieme è sempre edificante e rimane presente come strumento indispensabile.
Consiglio Giulia come Coach perché ti aiuta a portare fuori quelle capacità che ci sono, ma che da solo a volte non riesci a vedere. Con la sua grande esperienza ad alto livello sportivo, riesce a trasmetterti quelle buone sensazioni che ti permettono di tirare fuori “l’occhio di tigre”. Quella sana e determinata intraprendenza sportiva, che ti permette di affrontare tutte le attività agonistiche e non. E guardando oltre, gli effetti si estendono anche nella vita privata.
Perché se riusciamo anche con questi strumenti ad essere più sereni, più attivi, potremo portare benefici effetti sia su noi stessi, che su coloro che ci sono vicini.
Penso non ci sia cosa migliore di avere qualcuno affianco, felice, perché ci sei. Questo nella famiglia e nel lavoro. Quindi per chi vuole mettersi in gioco, per chi vuole migliorarsi, consiglio un corso di Mental Coaching con Giulia.







